orto sinergico

Il principio dell’orto sinergico è legato ai ritmi di autoregolazione della natura, poiché è certo che la natura è autosufficiente laddove coesistono condizioni di collaborazione tra le piante e gli organismi che vivono nel terreno. L’uomo è il custode dell’ambiente dove si impianta l’orto sinergico e si limita a controllare e favorire questa forma di cooperazione tra esseri viventi. Una volta creato l’orto non si dovrà più smuovere il terreno per non interferire con le attività degli organismi la cui opera garantisce fertilità alla terra. Il terreno deve essere mantenuto soffice, non deve essere calpestato, per permettere lo sviluppo delle radici delle piante e l’attività degli organismi terricoli. Gli ortaggi sono sui rialzi, distinti dai camminamenti. Fogliame e radici secche nel loro degradarsi costituiscono il migliore nutrimento e concime per le piante e un leggero strato di pacciamatura limita l’erosione in caso di pioggia e impedisce l’evaporazione dell’acqua. E’ importante piantare in ogni aiuola tre specie di ortaggi differenti, fondamentali una leguminosa, che cattura l’azoto dell’aria e lo fissa sul terreno rendendolo disponibile per le altre piante, e una liliacea, che allontana un gran numero di parassiti, e poi tutte le altre specie di ortaggi. La presenza di fiori attira gli impollinatori e allontana insetti dannosi così come importante è la presenza di piante aromatiche.

l’orto sinergico impiantato da volontari dell’Ecomuseo Monte Ceresa a Forcella, frazione di Roccafluvione – Aprile 2019

Ad Aprile sono state piantate le seguenti piante officinali: rosmarino, timo, salvia, salvia ananas, timo lemon, menta forte, menta dolce, mirto, origano, mentuccia, rosmarino toscano, coriandolo, basilico, finocchietto selvatico.
Piantati inoltre insalata radicchio, soncino, aisbeck, sedano, cavolo toscano, bieta rossa, cicoria dolce riccia.